Penciclopedia

Se la penna vi interessa più della spada

Eversharp Doric Black and Pearl

Scritto il 12 Marzo, 2011 | da | No Comments

Dopo aver parlato in un precedente articolo di una sua imitazione italiana, stavolta voglio soffermarmi sull’originale da cui praticamente tutte le aziende italiane, a partire dalla Omas, han tratto ispirazione per i loro modelli degli anni ’30 e ’40, il modello Doric della Wahl-Eversharp.

La penna venne lanciata sul mercato dalla Eversharp nel 1931, e rimase in produzione fino al 1942, passando attraverso una ristilizzazione, effettuata nel 1934, che introdusse un nuovo sistema di caricamento, diversi colori e diverse versioni, mantenendo però l’inconfondibile stile classico (il nome faceva riferimento all’omonimo stile delle colonne greche) di un corpo sfaccettato a 12 lati, con la punta del cappuccio ed il fondello di forma conica.

Pubblicità Doric 1931

Pubblicità del lancio della Doric nel 1931 - Prima pagina

Quella introdotta sul mercato nel 1931, denominata dai collezionisti come prima serie, era contraddistinta da una elaborata veretta a motivi traforati (un linea di rombi centrale, e due di lineette ai bordi). Il fermaglio era l’evoluzione di quello a rotellina usato dall’azienda fin dalla sua produzione iniziale grazie al brevetto acquisito insieme alla Boston Fountain Pen, anch’esso spudoratamente copiato dagli imitatori nostrani, in cui la sferetta veniva sostituita da un cilindretto. Come gli altri modelli di punta dell’azienda prodotti in quel periodo la penna era fornita con il sistema di pennino intercambiabile “Personal Point“.

Pubblicità Doric 1931

Pubblicità del modello Doric della Eversharp - Seconda pagina

La prima serie venne proposta in celluloide, realizzata in cinque diversi colori contraddistinti da nomi esotici:  Burma (Grigio/Blu marmorizzato), Morocco (Rosso/Marrone marmorizzato) e Cathay (Verde chiaro striato), Jet (nero), ed infine Kashmir (Verde scuro marmorizzato), che sono mostrati nelle scansioni delle due pagine di pubblicità del Giugno 1931, pubblicate in occasione del lancio del nuovo modello.

Ma in questa recensione noi parleremo di una stilografica realizzata nel sesto colore usato nella produzione delle Doric della prima serie,  che non compare in nessuna pubblicità, un classico Pearl and Black,  di cui ovviamente esistono pochi esemplari rispetto agli altri e che alcuni collezionisti sostengono, ancorché non ve ne siano conferme, essere stato prodotto appositamente per i rappresentanti.

Un altro punto di distinzione della penna presa in esame è il particolarissimo pennino “Adjustable Point“, probabilmente il più complesso pennino mai prodotto, introdotto all’incirca nel 1932 e caratterizzato da una ghiera scorrevole che, almeno teoricamente, consente di modificarne la flessibilità. In realtà il meccanismo funziona abbastanza poco, ed è piuttosto delicato per cui capita abbastanza spesso che la ghiera si rompa, rendendolo scarsamente utilizzabile, per questo motivo nella maggior parte dei casi si lascia la ghiera sempre nella stessa posizione, perdendone i vantaggi.

La penna in questione come dicevo è un esemplare della misura più grande (misura 14,4 cm di lunghezza, e rispettivamente 1,5 ed 1,3 cm di diametro sui punti più larghi di cappuccio e corpo). Le condizioni di conservazione sono molto buone, nonostante una moderata discolorazione, praticamente sempre presente sulla celluloide di questo colore.

La penna, altra caratteristica notevole, non presenta nessuna iscrizione, cosa invece generalmente presente negli esemplari di questo colore, che è una delle ragioni che ha portato alcuni collezionisti ad ipotizzarne appunto la distribuzione ai soli rappresentanti (che avrebbero avuto esemplari monogrammati in modo da non poterli vendere).

Il pennino è proprio un “Adjustable Point” nella corretta misura 9 (sulle penne di queste dimensioni venivano montati i pennini più grandi, nelle misure 9 e 10), che scrive con un flusso regolare e grande scorrevolezza, ma come del resto accennato, non mantiene poi molto le sue  promesse di variazione della flessibilità, e come si può notare dall’esempio di scrittura precedente (inchiostro blu/nero Jentle Ink BBK Sailor su taccuino Blasetti), non presenta che una impercettibile variazione del tratto anche quando posto nella posizione di massima apertura.

Test Scrittura Doric Black & Pearl

Test di scrittura di una Doric Black & Pearl

Nonostante le dimensioni generose la penna risulta perfettamente bilanciata sia con che senza cappuccio, ed dimostra un funzionamento eccellente, adattissimo, se non fosse un modello raro da salvaguardare, alla scrittura di tutti i giorni.

Questo modello denota infine una qualità costruttiva (spessore della celluloide, realizzazione delle finiture, robustezza generale) assolutamente ineccepibile, a cui la Columbus del precedente articolo non si avvicina neanche lontanamente, e che resta nettamente superiore a tutte le imitazioni italiane dello stesso periodo (tranne forse quelle della Omas).

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