Penciclopedia

Se la penna vi interessa più della spada

Resoconto Pen Port 2013

Scritto il 2 Novembre, 2013 | da | No Comments

amburgo2013-06

Ingresso Pen Port

Lo scorso 3 Ottobre si è tenuto, come tutti gli anni in occasione della festa nazionale tedesca, il Pen Port, vale a dire il Pen Show di Amburgo. Come le precedenti edizioni la sede è il piano terreno del Museum der Arbeit (Museo del Lavoro), dove i banchi sono stati posti fra gli antichi macchinari, e che per collocazione resta il più affascinante dei Pen Show che finora mi è capitato di frequentare.

Al fascino della manifestazione si aggiunge il fatto che a causa della festa nazionale nell’ampio piazzale interno che sta dietro al museo, viene tenuto in enorme mercatino delle pulci con centinaia di espositori, che catalizza l’attenzione di un pubblico numerosissimo, parte del quale finisce anche per dare un’occhiata al Pen Show.

Come sempre un Pen Show per me è principalmente un’occasione occasione per scambiare informazioni ed idee e mi ha fatto un grandissimo piacere poter incontrare di persona David Nishimura, uno dei maggiori esperti mondiali di storia della stilografica, che avendo studiato in Italia mi ha pure facilitato le cose quando esprimersi in inglese diventava un po’ troppo complicato.

Amburgo è la città natale della Montblanc, e questa è stata in effetti, insieme alla Pelikan, la marca più in vista dell’esposizione, anche se stavolta rispetto a tutti gli anni precedenti, ho avuto il piacere di ritrovare una notevole partecipazione italiana fra gli espositori (ben 4) che mi ha ulteriormente sollevato dallo stress per l’uso del mio pessimo inglese.

Come per gli altri anni le marche tedesche fanno da padrone dell’esposizione, anche se si possono trovare, grazie alla presenza di vari espositori americani, varie penne interessanti provenienti dal quel paese. E come sempre nei Pen Show tedeschi, oltre a pezzi di pregio assoluto, è possibile trovare cassetti di parti e pezzi o con penne di produttori minori (o semplicemente modelli comuni come le Pelikan 120) a prezzi di assoluto realizzo. Un’abitudine che occorre reintrodurre anche da noi…

Ma le penne più interessanti stavolta non le ho trovate fra quelle portate dagli espositori, ma le aveva con sé Frank (la cui collezione di Montblanc ha pochi rivali), che mi ha gentilmente messo a disposizione per le fotografie alcuni fra i pezzi più significativi che si era portato dietro, rendendo così onore alla marca principe della città.

Per questo possiamo iniziare con quello che si potrebbe senz’altro qualificare come il “Frank Pen Show”, partendo con una Montblanc N°2 completamente rivestita in argento:

Segue una Rouge et Noir N° 2 a levetta, davvero rara:

E chiudiamo la prima parte, delle penne più comuni (si fa per dire…), con una N°4 ottagonale sempre rivestita in argento:

Ed ora il gran finale, si comincia con una 134 completamente rivestita in oro massiccio (non metallo laminato) dotata pure di scatola originale:

Si prosegue con una straordinariamente rara 126 P a pulsante, in celluloide Black & Pearl, una delle penne più rare della produzione Montblanc ed in queste condizioni (con una scoloritura leggera) praticamente un pezzo unico:

Ed infine il pezzo più raro anche solo in termini di esemplari noti, un calamaio da viaggio per rientranti nella versione “Browning”, che riproduce la pistola omonima, nuovo con scatola ed istruzioni, di cui si conosce un solo un altro esemplare:

Un grazie di cuore a Frank che non solo mi ha messo a disposizione questa serie incredibile di pezzi da museo, per fotografarli (nonostante le mie scarse capacità di fotografo) ma ha pure acconsentito a condividere le immagini con tutti gli appassionati, italiani e non.

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