Penciclopedia

Se la penna vi interessa più della spada

Recensione Visconti Homo Sapiens Steel

Scritto il 11 Aprile, 2012 | da | No Comments

La Homo Sapiens della Visconti è senz’altro una delle penne più interessanti uscite negli ultimi anni. La penna infatti si contraddistingue per una lunga serie di caratteristiche innovative, a partire dal materiale del corpo, una resina plastica speciale costriuta con lava basaltica, che conferisce alla penna oltre ad una notevole robustezza anche una senzazione al tatto di “asciuttezza” assolutamente unica con un grande risultato in termini di stabilità della presa senza ricorrere alla sgradevolezza di una superficie ruvida o gommosa. Una verà novità rispetto alla molto più comune riproposizione in salsa moderna di vari sostituti della celluloide, che dimostra che anche nel campo dei materiali è possibile davvero creare qualcosa di nuovo.

Homo Sapiens Steel

Homo Sapiens Steel Visconti

Altrettanto innovativa ed interessate è la chiusura a “baionetta” del cappuccio, sicuramente una delle più stabili mai realizzate (è praticamente impossibile che il cappuccio si sviti o si stacchi accidentalmente), ma anche assolutamente comoda e semplice da usare. Una caratteristica interessante, anche se non strettamente una novità assoluta come le precedenti  (la prima versione è stata realizzata dalla Onoto nel 1905)  è il sistema di caricamento a siringa rovesciata anche se l’esemplare che ho provato era la versione “slim” equipaggiata con un più comune, ma comunque valido, caricamento a stantuffo.

Homo Sapiens Steel

Homo Sapiens Steel Visconti

Stilisticamente la penna presenta delle forme molto semplici e pulite, migliori a mio avviso di quelle della sorella maggiore con gli anelli in bronzo anche sul corpo, che spezzando un po’ le linee dello stesso mi piacciono meno, anche se il contrasto di colore risulta senz’altro più gradevole in quel caso. Inoltre dopo averle prese in mano entrambe devo dire che nonostante le dimensioni leggermente inferiori la “slim” risulta altrettanto meneggevole della sorella maggiore, se non di più grazie anche al peso inferiore.

Test scrittura Homo Sapiens

Test scrittura Homo Sapiens Steel

Pur essendo una penna molto innovativa la Homo Sapiens ha ricevuto molte critiche, in particolare per la qualità di scrittura e l’uso di un pennino in palladio anziché in oro. In entrambi i casi devo dire che per quanto riguarda la mia esperienza queste critiche sono risultate del tutto infondate.

In particolare il pennino in palladio si è rivelato una gradevolissima sorpresa, un fine flessibile, unico fra quelli che mi sia capitato di provare nelle penne moderne, che si avvicina davvero alla flessibilità di un antico, ponendosi parecchie spanne al di sopra dei concorrenti che ho provato in altre recensioni.

Ma oltre che flessibile il pennino si è dimostrato pure straordinariamente scorrevole e morbido, con la penna che scrive, come tutte dovrebbero fare, anche quando viene solo appoggiata sul foglio senza applicare nessuna pressione, e che risponde con prontezza alle variazioni del tratto.

Unico difetto, ma solo per i miei gusti, è che le dimensioni da fine europeo (cioè tendenti al medio) unite ad un flusso piuttosto generoso, rendono il tratto di base un po’ troppo largo, e con questo riducono anche il risalto delle possibili variazioni ottenibili grazie alla sua ottima flessibilità. Il mio maggiore auspicio a questo punto è che venga prodotta anche una versione extrafine.

Al solito il rituale, forse un po’ stantio, ma purtroppo obbligato, dei voti:

  • aspetto: 8.0 (linea semplice, ottime finiture)
  • scrittura: 9.5 (fosse più fine meriterebbe il 10)
  • sistema di caricamento: 8.5 (il classico stantuffo)
  • qualità/prezzo: 9.0 (molto buono visto i materiali e le lavorazioni innovative)

In definitiva si tratta di una penna certo non della fascia economica, ma comunque con un prezzo più che ragionevole, assolutamente adeguato alla qualità dell’oggetto, specie considerando l’altissimo tasso di innovazione che contiene.

Come sempre si ringraziano gli amici della Casa della Stilografica per aver messo a disposizione l’esemplare della penna con cui sono state eseguite le prove di scrittura e per aver fornito le fotografie usate nell’articolo.

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