Penciclopedia

Se la penna vi interessa più della spada

Resoconto Colonia Pen Show 2012

Scritto il 1 Aprile, 2012 | da | No Comments

Lo scorso 24 Marzo si è tenuto a Colonia il tradizionale Pen Show annuale presso il Tennis Club, sulla riva destra del Reno. La formula, invariata da anni, prevede l’ingresso alle 10.00 degli espositori, l’entrata “precoce” a pagamento alle 12.00 e l’ingresso libero il pomeriggio, quest’anno a partire dalle 13.00.

Come lo scorso anno il tempo era molto bello e la terrazza esterna del Club è risultata molto affollata, specie nelle ore centrali del giorno, da parte di visitatori ed espositori, desiderosi di sfuggire al clima soffocante della sala dove si svolgeva la manifestazione.

Benché si sia riscontrato un ulteriore calo delle presenze di espositori rispetto allo scorso anno (con addirittura due tavoli rimasti liberi) il grande affollamento di appassionati verificatosi all’apertura al pubblico ha comunque evindenziato quello che viene considerato da tutti il principale limite di questa manifestazione, l’esser tenuta in un ambiente troppo piccolo.

Nonostante il calo rispetto alle edizioni precedenti l’affluenza è stata copiosa (difficile quantificarla, ma senz’altro superiore a qualche centinaio di persone) ed il Pen Show di Colonia resta comunque ben al di sopra delle dimensioni di qualunque Pen Show italiano.

Al di la del numeroso pubblico erano presenti infatti circa una quarantina di espositori, con una corposa partecipazione internazionale. Pochi gli italiani fra gli espositori (solo Roberto e Francesco) dato che Tom in questo caso non conta come tale, anche in ragione dello scarsissimo interesse che le penne italiane riscuotono in questo mercato.

Come sempre infatti la fan da padrone le penne tedesche, in particolare erano presenti alcune Montblanc veramente rare e pregiate, come quelle mostrate nelle foto a seguire, fra cui spicca una penna con caricamento a levetta con rivestimento in argento inglese, una Rouge et Noir laminata, ed una … beh, una penna che potremmo chiamare “Vert et Noir” .

Altrettanto rilevanti, e assai difficili anche solo da vedersi in Italia, delle Pelikan come quelle di questa seconda serie di penne, fra cui spicca una T111 (la famosa lavorazione Toledo), una delle penne più desiderate al mondo, in condizioni eccellenti, ad un costo altrettanto eccellente:

Ma nonostante la predominanza netta delle marche di casa, la presenza di espositori provenienti dagli Stati Uniti ha permesso di apprezzare dei notevoli esemplari di penne americane, come le Waterman e le Eversharp già pubblicate nel precedente articolo.

In definitiva una trasferta molto interessante oltre che per la possibilità di ammirare esemplari impossibili da trovare da noi, anche per i prezzi, che per le penne di casa sono nettamente più convenienti di quanto si riesca ad ottenere in Italia.

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