Penciclopedia

Se la penna vi interessa più della spada

Recensione Kaweco Lilliput

Scritto il 6 Aprile, 2012 | da | No Comments

La Kaweco è una delle aziende produttrici di stilografiche più antiche di Europa ed in Germania ha una storia che è seconda solo a quella della Soennecken. Purtroppo come per quest’ultima, l’azienda subì in maniera pesantissima la crisi dovuta al successo della penna a sfera sparendo dal mercato, per poi essere riportata in vita negli anni recenti.

A differenza di molte altre operazioni di “resurrezione” di marchi storici, che han portato alla produzione di costosissime penne in edizioni limitate, o produzioni ad altissimo tasso di pacchianeria, la Kaweco sembra essersi orientata da subito ad una riproposizione dei suoi modelli classici, rielaborati per l’uso di materiali modeni, orientati però, come gli originali, all’uso comune.

Kaweco Liliput Black

Una Kaweco Liliput Black

I risultati ottenuti, già apprezzati per la riedizione della Kaweco Sport presa in esame in precedenza, sono interessanti anche per un altro modello, la Lilliput, una penna di piccolissime dimensioni che compariva già in un catalogo del 1911. In questo caso la riedizione ha visto il passaggio dall’ebanite all’alluminio, con una penna comunque molto leggera, ed adatta, grazie alle sue ridottissime dimensioni, anche ad essere usata come complemento da unire ad una agenda.

La principale caratteristica di questa penna infatti sono le dimensioni minuscole, 9,7 cm da chiusa, che però diventano 12,5 con il cappuccio calzato, rendendo la penna utilizzabile comodamente. Le finiture sono semplici, ma molto curate e la qualità realizzativa è ottima, considerato che si tratta comunque di una penna relativamente economica, con un prezzo intorno ai 50 euro. Il caricamento è a cartuccia/converter, ed il diametro della penna supera appena quello delle cartucce.

Test scrittura Kaweco Lilliput

Test di scrittura per una Kaweco Lilliput

Nonostante le dimensioni ridotte, la penna è ben equilibrata e maneggevole, il pennino è in acciaio, ma resta molto scorrevole e la scrittura risulta gradevole, con un flusso generoso e senza incertezze. In sostanza come per la Sport si tratta di una penna pensata per essere usata, ed è pratica e funzionale nonostante le dimensioni minimali.

Ritornando al solito rituale dei voti, che come sempre van presi più come una indicazione dei gusti dell’autore che come una valutazione oggettiva, i risultati sono:

  • aspetto: 8.0 (linea semplice, ottime finiture)
  • scrittura: 8.0  (comoda e  scorrevole)
  • sistema di caricamento: 6 (ordinario cartuccia/converter)
  • qualità/prezzo: 9 (molto buono visto i materiali impiegati)

In sostanza una penna senza tanti fronzoli, magari poco adatta a chi ha mani molto grandi, ma utilissima se si vuole avere una stilografica di piccole dimensioni da riporre negli spazi più ridotti.

Come sempre si ringraziano gli amici della Casa della Stilografica per aver messo a disposizione l’esemplare della penna con cui sono state eseguite le prove di scrittura e per aver fornito la fotografia usata nell’articolo.

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