Come usare una stilografica
Scritto il 30 Luglio, 2010 | da piccardi | No Comments
Il funzionamento di una penna stilografica è legato ad un complesso equilibrio di diverse forze che fan sì che la leggera pressione del pennino sul foglio permetta all’inchiostro di raggiungere quest’ultimo.
Per come è costruita, una penna stilografica non deve essere utilizzata mantenendone la punta verticale, ma appoggiata sul foglio in modo che la parte inferiore della punta del pennino strisci su di esso. Il grande vantaggio di una stilografica rispetto ad una penna a sfera o ad un roller (che devono essere usati verticalmente) è che questa consente di scrivere utilizzando angoli di scrittura molto diversi fra loro, ed una posizione della mano molto più naturale (basta lasciare che la penna si appoggi nell’incavo fra pollice ed indice). Inoltre le dita (la si tiene fra pollice ed indice, usando il medio come ulteriore punto di appoggio) devono essere usate soltanto per i piccoli spostamenti del tratto, e non per sorreggerla.
Infine una stilografica correttamente funzionante non richiede nessuna pressione per scrivere, il semplice peso della penna deve essere sufficiente a far iniziare la scrittura. L’uso della pressione serve invece a divaricare in maniera più o meno accentuata (a seconda della flessibilità dello stesso) le punte del pennino, consentendo di variare la dimensione del tratto, e rendendo così la scrittura molto più personale.
Tutte queste caratteristiche rendono la scrittura con una penna stilografica molto più comoda e confortevole rispetto a qualunque altro tipo di penna, consentendo sessioni di scrittura molto più lunghe e meno faticose. Per questi motivi ancora oggi, nonostante siano state introdotte tante tecnologie alternative, la stilografica viene considerata da chi scrive con continuità (scrittori, amatori, appassionati) come il miglior strumento per scrivere e tracciare segni su un foglio di carta.
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported.
Breve storia della stilografica
Scritto il 30 Luglio, 2010 | da piccardi | 2 Comments
Benché la storia della scrittura si perda nella notte dei tempi, quella della penna stilografica non supera i due secoli. Per molti secoli infatti il principale strumento di scrittura è stata la penna d’oca, fin quando, all’inizio del XIX secolo, iniziarono a prendere piede i pennini metallici. Benché costituissero un’importante innovazione, i pennini continuavano a presentare l’inconveniente della necessità di doverli reintingere continuamente nell’inchiostro. Per questo, in piena rivoluzione industriale, si iniziò quasi subito a cercare di dotare le penne di una qualche forma di serbatoio che risolvesse il problema.
Da allora la stilografica ha conosciuto un periodo di grande sviluppo, sia riguardo ai materiali in cui veniva realizzata, sia per i sistemi di caricamento, che per lo stile ed il design. In particolare si fa riferimento al periodo fra gli anni ’20 e ’50 come al periodo d’oro della stilografica. A partire dagli anni ’60, con l’introduzione della penna a sfera e della cultura dell’usa e getta, la diffusione della stilografica è andata diminuendo costantemente, salvo conoscere una ripresa in questi ultimi anni, in parte come fenomeno di costume, ma anche per la sua caratteristica capacità di essere un oggetto strettamente personale, in grado di dare unicità e distinzione alla propria scrittura.
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported.
