Penciclopedia

Se la penna vi interessa più della spada

Ma questa stilografica è antica, nuova, vecchia o moderna?

Scritto il 23 Luglio, 2011 | da | 3 Comments

Nel ragionare di penne, ed in particolare nelle discussioni che si aprono ogni tanto sul forum, viene spesso fuori la differenza fra nuovo ed antico, ma in realtà spesso questi sono due termini che si danno un po’ per scontati. Per cui proverò a metter giù quelli che sono i miei personalissimi, ed assai poco precisi, criteri di classificazione.

Essendo un appassionato dell’antico, molto scettico sulla produzione attuale, mi è comunque venuto in mente che non solo non è chiaro cosa si intende per stilografica antica, ma anche che non è per niente banale definire cosa si intende per penna nuova o moderna, intendendo nuova non nell’accezione del non usata, ma in termini di date di produzione (se una penna non è mai stata usata resta “nuova”, nell’altro significato del termine, anche se ha 80 anni).

Per quanto mi riguarda il discorso sull’antico è abbastanza semplice, tendo a considerare antiche tutte le penne prodotte fino agli inizi degli anni ’50, in sostanza quando ancora la stilografica era il principale strumento di scrittura e non era stata sostituita dalla produzione di penne a sfera usa e getta. Il criterio che deve essere almeno più vecchia del possessore nel mio caso è soddisfatto, ma in generale dipende troppo dall’età dello stesso…

E’ vero che questa è una classificazione estremamente ampia che accomuna periodi storici, modelli, stili e soluzioni tecniche completamente diverse fra loro e c’è molta più differenza fra una stilografica di fine 1800 ed una degli anni ’40 che fra una di queste ed una qualunque penna contemporanea, ma pur riconoscendone l’arbitrarietà la mia scelta sta tutta nella discriminante sulla rilevanza che la stilografica aveva come strumento di scrittura ordinario. A partire dagli anni ’60 la stilografica è diventata di uso marginale nella scrittura quotidiana, e credo che questo possa costituire una linea di demarcazione.

Certo il confine fra l’antico e quello che è semplicemente vecchio è labile, così come lo è quello fra il nuovo ed il moderno. Ci sono modelli di grande interesse nella storia della stilografica come la Parker 75, la Pilot Murex, la Lamy 2000 che sono nate negli anni ’60, e che pertanto nella mia classificazione non possono esser certo considerate antiche, ma che comunque non posso fare a meno di considerare “moderne”, anche se resta assai difficoltoso considerare “nuova” una penna di oltre trenta anni fa.

All’altro estremo parrebbe incontestabile affermare che si possa considerare nuovo e moderno un modello attuale ancora in produzione, ma anche qui le cose non sono così scontate, perché esistono modelli che sono rimasti in produzione con pochissime variazioni da decine di anni (come la  149 della Montblanc, la Lamy 2000 o le classiche Maki-e della Pilot), e già questo porta a qualche incertezza.

Ad esempio una 149 o una Lamy 2000 di 5 o 10 anni fa quanto si può considerare nuova? e si va indietro di 20 anni ? e quella del primo anno (1964). Nel caso della 149, una degli anni ’50 sarebbe addirittura antica (ed in effetti per me lo è). Fortunatamente in casi come questi quel che è restato invariato è per lo più il nome e la forma del modello e ad esempio fra una 149 degli anni 50 ed una di oggi c’è un tale abisso di differenze che permette di fare una semplice distinzione sulla base dell’epoca di produzione della variante, ma talvolta le differenze sono piuttosto sottili, rendendo la distinzione tutt’altro che chiara.

Ma se alcuni modelli hanno una longevità che può far nascere dubbi per lassi di tempo molto estesi, cosa pensare invece di penne che sono ormai uscite di produzione? Se questo è avvenuto da poco, ad esempio un anno, si possono ancora considerare ancora nuove? A mio avviso si, ma più il tempo passa e più ci si avvicina al limite fra il nuovo e il vecchio. Ma dove porre il limite: 2 anni? 5 anni? o 10 anni?

Su questo ad esempio trovo assai difficile dare una risposta precisa, dato che in fondo si tratta di un confine  alquanto sfumato, personalmente tendo a mettere la divisione fra nuovo e non attuale fra i due ed i cinque anni, classificando tutto quello che va oltre nel vecchio, magari “moderno”, ma pure sempre tutt’altro che recente.

Si tenga presente infatti che vecchio non è necessariamente sinonimo di scarso valore, interesse o qualità; certo ci sono una infinità di modelli che sono semplicemente obsoleti e/o fuori moda, totalmente insignificanti e nati già “vecchi”. Ma esistono anche penne molto interessanti, come le Parker 75 e T1, le Pilot Murex ed Elite, la Sheaffer PFM (oltre la stracitata Lamy 2000), che, o per le soluzioni o per lo stile, bene o male rappresentano la loro epoca e che restano “moderne” nonostante un’età piuttosto avanzata.

Per concludere se l’antico o il nuovo possono essere abbastanza semplici da definire, il confine fra il vecchio e il moderno è molto più labile, così come molto più incerta è la loro definizione.

Comments

3 Responses to “Ma questa stilografica è antica, nuova, vecchia o moderna?”

  1. Valutare una penna stilografica | Penciclopedia
    Settembre 5th, 2011 @ 21:15

    […] casi totalmente diversi, ed anche abbastanza difficili da definire anche perché, come detto in un precedente articolo, sono collegati da quella zona grigia di quelle penne che sono semplicemente più o meno vecchie. […]

  2. Ottorino
    Maggio 30th, 2012 @ 21:10

    Caro Simone,
    l’amicizia che ci lega mi permette di suggerire una classificazione basata su un documento.

    Si tratta del libro, ormai sorpassato, di Paul Erano “Collecting and valuing fountain pen”.

    Lo comprai agli inizi della mia passione collezionistica perche’ il titolo mi pareva interessante.

    L’autore ha lo scopo di classificare le penne per aiutare il collezionista principiante a orizzontarsi coi valori.

    Essendo statunitense considera solo penne USA. Mi pare che ci siano in tutto solo una decina tra MB e Pelikan.

    Nonostante questo, le classifica per data di fabbricazione, con le seguenti distinzioni, che forse potrebbero aiutare a definire un linguaggio comune anche in italiano.

    Mi pare che la classificazone sia basata su punti di svolta nella fabbricazione, che tu meglio di me riuscirai a cogliere e evidenziare.

    Le riporto in inglese, con un tentativo di traduzione sperando che qualcuno, se non tu stesso, possa trovare dei termini italiani più appropriati.

    1 Early pens 1884-1910 eye droppers
    (Penne molto antiche, caricamento a contagocce)

    2 Flat tops 1910-1929
    (Penne antiche 1910-1929 ciliindriche semplici?)

    3 Streamline period 1929-1939
    periodo tra le due guerre,
    rastremate (poco o tanto non importa)

    4 Modern period 1939-1970
    penne moderne 1939-1970

    E questo per quanto riguarda le fonti, che so che ti sono care.

    Direi che quest’ultima categoria 4 potrebbe essere divisa ulteriormente e che “penne moderne” in italiano attualmente suona come dagli ’80/’90 in poi.

    Direi che col criterio storico/produttivo questo periodo 4 si puo dividere in

    4b anni della guerra
    (materiali meno pregiati)

    4c post belliche
    (fino al 1960, canto del cigno della stilo,
    apparizione della penna a sfera funzionante
    e a basso prezzo)

    4d penne moderne o “di modernariato”
    (’60 ’70)

    4e penne contemporanee
    (gli ultimi dieci anni ?)

    Abbracci

  3. piccardi
    Giugno 2nd, 2012 @ 00:56

    La classificazione mi piace, la adotto a pieno, anche la parte molto “early” probabilmente va spezzata in due, con il crinale del 1903 con il primo caricamento automatico della Conklin.

    Simone

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