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Se la penna vi interessa più della spada

Le bufale: ma che capolavoro é?

Scritto il 3 novembre, 2010 | da | 11 Comments

In questo terzo articolo della serie prenderemo in esame un’altra controversa (a voler esser buoni) interpretazione storica fatta dal reparto marketing della Montblanc, che favoleggia della creazione della linea Meisterstück (o della collezione, come si dice in questo articolo) nel 1924.

Una numero 20 degli anni 30.

Montblanc Numero 20 Meisterstrück

La controversia ha vari aspetti, il primo e più evidente è che quando parla di Meisterstück l’azienda finisce sempre per far riferimento alla 149, che è una penna completamente diversa dal primo modello a cui venne dato questo nome, di cui si è riportato un esempio qui a fianco.

La cosa è particolarmente sfacciata nel sito ufficiale dell’azienda, dove, quando si va a consultare la sezione storica e si naviga all’indietro fino al 1924, invece della versione originaria viene riportata una 149. Per chi non lo sapessa questa è una penna che in realtà venne introdotta sul mercato soltanto nel 1952, e che, come si può vedere dall’altra figura qui sotto, ha ben poca somiglianza con la sua antenata.

Una Montblanc 149 degli anni '50

Una Montblanc 149 degli anni '50

La “bufala” consiste nel fatto che si cerca di dare ad intendere che si tratti della stessa penna, con una didascalia intitolata ad effetto come “nascita di un mito” a fianco della foto modello nato quasi vent’anni dopo, che poi prosegue, nel testo presente nella versione inglese, con una frase conclusiva che tradurrei approssimativamente con “simbolo della filosofia aziendale di continuità e di un design senza tempo”.

Solo che nell’esempio scelto il design lo scorrere del tempo lo ha sentito eccome dato che le due penne, come chiunque può vedere dalle foto, sono totalmente diverse fra loro, e la sola continuità che hanno è soltanto quella dell’uso dello stesso attributo, Meisterstück.

E’ curioso notare poi che in Italia forse si sono accorti di avere esagerato un po’ (avranno letto la mia pagina del Wiki?) e quando si va sulla stesso anno nella storia in italiano invece che in quella in inglese, la didascalia dice, in maniera più corretta, che la “penna stilografica Montblanc 149 ha successivamente completato la serie”, introducendo almeno un minimo di distinzione ed un filo di correttezza storica.

Resta il fatto che anche nella versione italiana si mette alla data del 1924 una penna odierna (che si badi bene non è neanche la versione originale del 1952 del modello 149, quella riportata nella fotografia precedente, ma quella in commercio oggi, che è piuttosto diversa) e si parla del completamento di una fantomatica serie Meisterstück che in realtà non è mai esisista.

Il significato originale della dizione Meisterstück,” capolavoro”, (tra l’altro tradotto in Masterpiece o Chef d’Oevre sulla produzione destinata all’esportazione), era infatti quello di indicare, all’interno della produzione dell’azienda, quale fosse la linea delle penne della fascia di maggior pregio, per le quale veniva anche fornita una garanzia a vita. In sostanza qualcosa di molto simile alla qualificazione “Lifetime” introdotta dalla Sheaffer ben tre anni prima, nel 1921.

E come per la qualificazione “Lifetime” anche quella di Meisterstück è stata usata per delle serie di penne completamente diverse fra loro, a partire dalla prima serie degli anni ’20, che vedeva qualificati come tali i modelli 25, 35, e 45, con la ristilizzazione degli stessi nel 1930, che portò ai modelli 20, 25, 30 e 40 e poi ai numerosi modelli che si qualificavano come tali nella riorganizzazione della produzione  del 1934, con le serie 10x, 12x e 13x (rispettivamente con caricamento di sicurezza, a pulsante e a stantuffo).

In seguito con lo stesso nome venne indicata la serie 14x, cui appartiene come ultima prodotta la 149 del 1952, e le serie 64x e 74x, di nuovo molto diverse fra loro. Il tutto con una diversità estrema negli stili, nei colori e nei sistemi di caricamento, e per le quali la sola costante è sempre stata, perché quello era il significato del nome, di avere la qualifica Meisterstück in quanto indicate come fascia di punta della  produzione.

Ma se nella poche righe della storia ufficiale è presente una certa distorsione (sfacciata in quella inglese, più corretta nella versione italiana), ben altro avviene in questo articolo, pubblicato sul materiale promozionale del sito, dove il reparto marketing dà davvero  il massimo.

Dopo aver giocato ancora sulla ambiguità della “collezione Meisterstruck” (mai esistita, se non nelle loro elaborazioni) si conclude l’articolo con un paragrafo in cui afferma, tradotto brutalmente, che questa deriva la sua singolarità da un immutato insieme di tratti:

  • tre anelli dorati con il nome Montblanc sul cappuccio
  • pennino in oro a 18 carati con l’incisione 4810
  • corpo in preziosa resina nera
  • stella Montblanc sulla testa del cappuccio

Tutti tratti questi che sono certamente distintivi dell’attuale versione della 149, ma che se si guarda la storia delle penne che hanno portato il nome Meisterstück sono uno più falso dell’altro (tranne in parte, a voler esser buoni, l’ultimo).

L’ultimo non è falso nel senso che la stella sul cappuccio c’è sempre stata davvero su tutti i modelli Meisterstück, ma questo vale non solo per loro ma anche per tutti gli altri modelli prodotti dell’azienda a partire dal 1913, quando questo simbolo venne introdotto e da allora in poi utilizzato per tutta la produzione, compresa quella che non era Meisterstück. Per cui se è vero che c’é la stella sul cappuccio, di certo non è vero  che questo era un tratto distintivo dei modelli Meisterstück.

Una 134 in celluloide "Platinum"

L’affermazione sul corpo in preziosa resina nera è invece una panzana totale.  Tralasciando il fatto che le versioni storiche erano realizzate in celluloide, che è molto più preziosa di qualunque plastica odierna (perché di plastica si tratta, anche se la chiamano resina preziosa), il colore nero non è mai stato un tratto distintivo. A parte  l’esempio in rosso mostrato nella prima foto, sono stati usati i colori più vari, lapislazzulo, verde giada, nero e perla o il bellissimo “Platinum” (anche se quelli diversi dal nero sono in genere molto rari ed estremamente costosi).  E anche nella serie 14x erano presenti versioni in celluloide striata verde e non solo nera. Solo la 149, ultima della lista, è stata prodotta solo in celluloide nera.

Sulla stampigliatura 4180 sui pennini si è detto nello stesso articolo 4 righe prima che è stata introdotta nel 1929, che è diverso dal 1924. Inoltre i pennini prima della guerra (ed anche dopo per vari anni) erano in oro a 14 carati tranne che per la produzione francese, l’uso generale dei 18 carati è molto più recente. E solo alcuni modelli avevano pennini rodiati e bicolori. Per non parlare delle versioni con pennini prima in palladio e poi in acciaio prodotte durante la guerra, quando l’uso dell’oro era vietato.

Sulle verette poi si va davvero sul ridicolo. Lasciando perdere la gran varietà di decorazioni usate (comprese delle semplici incisioni quando in tempo di guerra non si poteva sprecare metallo per le verette) bisogna ricordare che proprio la prima versione di quella 149 che compare sempre sul sito quando si parla di Meisterstück aveva i due anellini intorno alla vera principale in argento massiccio e assolutamente non dorati (come si può notare nella foto precedente).

In questo caso la bufala è più sottile e meno eclatante di quella sulla data di fondazione, ma a mio avviso ancora più ingannevole, perché tende a proporre un’immagine falsata di un’azienda che avrebbe ottenuto il suo “design senza tempo” fin dal 1924, accreditandosi una continuità di stile che non esiste e non è mai esistita.

Comments

11 Responses to “Le bufale: ma che capolavoro é?”

  1. Mario
    marzo 31st, 2011 @ 17:40

    Pur avendo letto l’articolo non vede nessuno nome che lo firma.
    Chi è costui?
    Solo per poterlo nominare nella mia risposta non per altro.
    Non conosco la storia vera della 149, ma conosco bene le stilografiche Montblanc.
    Il vero problema di queste penne è la loro non proprio eccelsa qualità e soprattutto scortesia da parte dei principali rivenditori italiani e soprattutto dei responsabili tedeschi che non hanno potuto nè voluto riparare stilografiche che costano svariati migliaia di euro pur trattandosi di un difetto di fabbrica. Ma la cosa curiosa è che tutte le stilografiche che ho comprato erano difettose di fabbrica!!!! e per funzionare hanno subito riparazioni pesanti! anche fuori garanzia! per l’incapacita totale di Montblanc a ripararle.
    Ho scritto pure a Montblanc firmandomi e spedendo raccomandata con ricevuta di ritorno ma non hanno risposto anzi ho dovuto contattare per telefono il responsabile italiano che se ne è lavate le mani! Questa è la vera vergogna! non una continuità presunta!
    Da un ex cliente Montblanc!!!!!!!!!!!!!!

  2. piccardi
    marzo 31st, 2011 @ 22:42

    Due note. Difficilmente trovi le firme sugli articoli pubblicitari, e quello citato da me non è altro che marketing, e parecchio fuorviante.

    Non so dirti niente di preciso riguardo la attuale produzione Montblanc, se non delle impressioni ricevute nel vedere i loro modelli. Non compro Montblanc moderne dato che le antiche costano meno e sono penne di una qualità straordinaria che funzionano benissimo. Ma di lamentele, almeno fino a qualche anno fa, ne ho sentite molte. Ho anche però sentito riconoscere che la produzione più recente (da un paio di anni a questa parte) è nettamente migliorata rispetto a quella degli anni precedenti. Non posso dire nulla in prima persona per mancanza di esperienza diretta, altri sul forum di fountainpen.it (http://forum.fountainpen.it) han riportato esperienze non esaltanti.

    Conosco però personalmente Fabio Moricci, che è il tecnico che esegue le riparazioni per conto di quell’azienda (credo sia il centro assistenza certificato che effettuale riparazioni per il centro italia, ma non conosco il burocratese Montblanc) e ti posso assicurare che è un tecnico preparatissimo ed uno dei migliori riparatori italiani. La mia esperienza è relativa a penne antiche, che però sono assai più difficili da riparare delle moderne, per cui sulla qualità del suo lavoro anche sul moderno ho pochi dubbi.

    Sulle strategie commerciali e le modalità con cui rispondono all’assistenza clienti non so proprio che dire… La sola cosa che so per certo è che la 149 non ha niente a che fare con le penne che per prime presero il titolo di Meisterstruck nel 1924.

  3. Mario
    aprile 1st, 2011 @ 02:10

    Gent. Piccardi
    La mia era solo una constatazione di fatti accaduti personalmente a me e allo stesso tempo una lamentela su “bufale” ben più grandi di quella riportata nell’articolo.
    Purtroppo quello che mi dici( migliorie???) non combacia con quello avvenuto.
    La Montblanc non ha saputo riparare una penna del valore di 1300 circa!!!
    Non so se Fabio Moricci sia l’unico che esegue le riparazioni in Italia, ma ti assicuro che chiunque abbia tentato di ripararla per ben 5 volte ha fallito miseramente!!!
    Il responsabile (Montblanc) italiano ha osato asserire che la penna funzionava bene!
    Ora le mie penne sono tutte moderne ed in perfette condizioni: quindi non capisco perchè mi parli di miglioramenti della produzione recente, visto che le mie stilografiche appartengono alla produzione recente!, anzi recentissima.
    Ma il tecnico con cui ho parlato io non ci capiva niente visto che non è stato in grado nè di ripararla nonostante i 5 tentativi! anzi alla fine sosteneva che era normale che la penna perdesse inchiostro! cosa non vera( ma questo lo capirai da solo).
    Non gli ho chiesto il nome! altrimenti te lo avrei detto.
    Una modalità di assistenza del tutto vergognosa che si è una vera e propria “bufala” parafrasando il titolo del tuo post.
    Stesso dicasi per una penna del valore di 2500€ che il negoziante sostiene aver spedito in Germania per fala riparare nonostante avesse un difetto palesemente occulto!!
    Sinceramente ho cose più importanti altrimenti avrei portato la Montblanc in Tribunale!! ed avrei poi fatto pubblicare la sentenza e non certo per i soldi!! visto che un avvocato costa molto di più!!!
    Se non sanno riparare una penna mai usata e nuova di zecca non oso pensare cosa faccino su una penna vecchia e in condizioni non perfette!
    Per finire concludo con una prelibatezza: la stilografica in argento massiccio si chiama “Meisterstuck”(capolavoro).
    Al che io mi domando (riprendendo il titolo del tuo post): ma che capolavoro è????

  4. piccardi
    aprile 2nd, 2011 @ 01:39

    Non ho mai neanche lontanamente preso in considerazione penne moderne di quel prezzo, né di Montblanc né di altre marche, ma io sono un’appassionato di antico.

    Comunque non discuto la sua esperienza, la prendo per buona. Gradirei pertanto che lei facesse altrettanto per la mia, che ripeto si riferisce a penne antiche, che mi sono state restaurate con estrema professionalità ed accuratezza. Nel caso citato, che è di una persona specifica, io so esattamente cosa ha fatto su una penna antica, ed ha fatto un lavoro eccellente.

    Il miglioramento di qualità mi è stato riferito sulle penne “normali”, e si riferisce principalmente al fatto che la famosa “resina preziosa” non si rompe più al primo scivolamento della penna su una qualunque superficie rigida da altezze di poche decine di centimetri.

    Dopo di che ho sempre sostenuto, (vedi l’articolo sulla migliore marca) che le Monblanc attuali siano vendute principalmente per il loro valore di immagine, e non di sostanza, dato che nella sostanza non ci vedo nulla di particolarmente migliore rispetto alle produzioni di altre marche. Ma anche quello è un valore, e le quote di mercato sembrano dare ragione all’azienda.

    A me però quel valore non interessa minimamente e per questo non ne ho mai comprate e non intendo comprarne, e la sua esperienza non fa altro che confermare la validità della mia scelta.

    Se poi la scarsa qualità dell’assistenza a lei fornita qualifichi l’intero servizio di assistenza come una bufala è una generalizzazione che non sono in grado di valutare. La mia esperienza personale con una persona che questa assistenza la fa (non è la sola), anche se avuta con penne che non han niente a che fare con la Montblanc attuale, non va in questo senso. Ma per me due esperienze singole non bastano a fornire una statistica significativa.

    Ma come dicevo all’inizio i miei interessi sono rivolti all’antico, e le bufale che intendo trattare e che mi dan più fastidio son quelle che cercano di mascherare o distorcere i fatti storici.

  5. Mario
    aprile 2nd, 2011 @ 05:15

    Vede io parlavo di un argomento e lei parlava di un altro argomento!
    Le esperienze si possono discutere ma non i fatti. Lei asseriva:”Il miglioramento di qualità mi è stato riferito….”
    LEI NON HA NESSUNA ESPERIENZA SU QUELLO CHE LE VIENE RIFERITO; quindi non parli di esperienza se non la ha!
    Ho notato una certa nota di polemica che stona con quanto lei ha scritto.
    Io parlavo di un fatto e lei parlava di un altro fatto come se fossero la stessa cosa!
    Io non vedo migliorie.
    Non discuto i suoi interessi ma lei non può dare a intendere che uno non possa replicare a un post con altri interessi conessi. Non sarebbe rispettoso; ognuno deve replicare come crede.
    Sinceramente lei si contraddice quando dice che non ha esperienza del nuovo e poi mi dice che il nuovo è migliorato!!!???
    Como può asserirlo se non lo ha mai provato?
    Mi ha dato fastidio che lei dicesse che io le ho dato ragione sulla validità della sua scelta. Io la sua scelta non la ho neppure messa in discussione!!!!!!
    Del resto qualcuno potrebbe pensare che è da egoisti pensare solo a quello che da fastidio a noi e non agli altri.
    Lei ha trattato un argomento che è connesso al mio e ad altri, che fanno parte del mondo delle stilografiche.
    Tema uguale, variante diversa.
    Mi spiego meglio: se lei avesse parlato di frutta io certo non avreti parlato di stilografiche .
    Non volevo ma visto che lei ha voluto più volte esprimere la sua opinione farò lo stesso anche io: il vecchio( nel campo delle stilografiche) non mi interessa minimamente e salvo rari casi trovo che non abbia alcun valore nè utilità; anzi spesso si tratta di cianfrusaglie di nessun valore!!!
    Ma ognuno può e deve essere libero di pensarla diversamente! nel rispetto della opinione altrui!
    Quanto al tecnico che lei nomina come dice lei non è l’unico ed io non lo conosco.
    Comunque al mio paese a fine lettera SALUTARE E’ SEGNO DI BUONA EDUCAZIONE.
    Saluti e addio.
    P.S. Se non risponde è meglio, fa più bella figura.
    Non risponda tanto non mi collegherò per leggere!!!

  6. piccardi
    aprile 3rd, 2011 @ 01:28

    Vede io parlavo di un argomento e lei parlava di un altro argomento!
    Le esperienze si possono discutere ma non i fatti. Lei asseriva:”Il miglioramento di qualità mi è stato riferito….”
    LEI NON HA NESSUNA ESPERIENZA SU QUELLO CHE LE VIENE RIFERITO; quindi non parli di esperienza se non la ha!
    Ho notato una certa nota di polemica che stona con quanto lei ha scritto.

    Io invece ho notato una certa maleducazione a partire dagli urli scritti in maiuscolo e dal fatto che lei a quanto pare non si è neanche degnato di leggere quello che ho scritto, visto che mi accusa di parlare di esperienze che non ho, quando sono sempre stato il primo a dire fin dalla prima replica che appunto non ho esperienze del moderno.

    Ho piuttosto riferito esperienze di altri, l’ho detto chiaramente da subito, e non vedo proprio in base a quale criterio non avrei dovuto farlo. Che lei pretenda di accampare discriminanti su quello che posso dire, per di più nel mio blog, rasenta quasi il ridicolo.

    Io parlavo di un fatto e lei parlava di un altro fatto come se fossero la stessa cosa!
    Io non vedo migliorie.
    Non discuto i suoi interessi ma lei non può dare a intendere che uno non possa replicare a un post con altri interessi conessi. Non sarebbe rispettoso; ognuno deve replicare come crede.
    Sinceramente lei si contraddice quando dice che non ha esperienza del nuovo e poi mi dice che il nuovo è migliorato!!!???
    Como può asserirlo se non lo ha mai provato?

    Lo asserisco come ho già detto, sulla base delle esperienze raccontatemi da altre persone che conosco, o lei ritiene di essere l’unico titolato a poter esprimere opinioni sul moderno e riportare le sue opinioni?

    Nel caso specifico si tratta di persone che vendono penne da oltre 50 anni, che conosco personalmente e della cui competenza e professionalità non ho alcun dubbio. Tra l’altro l’ho fatto dicendo anche i termini in cui il miglioramento mi era stato riferito. Io non ho messo in dubbio la sua esperienza, che tra l’altro attiene a problemi diversi (e francamente assai meno gravi di una penna che va in pezzi) ma se dovessi dubitare di qualcuno stia certo che non inizierei da loro.

    Mi ha dato fastidio che lei dicesse che io le ho dato ragione sulla validità della sua scelta. Io la sua scelta non la ho neppure messa in discussione!!!!!!
    Del resto qualcuno potrebbe pensare che è da egoisti pensare solo a quello che da fastidio a noi e non agli altri.
    Lei ha trattato un argomento che è connesso al mio e ad altri, che fanno parte del mondo delle stilografiche.
    Tema uguale, variante diversa.
    Mi spiego meglio: se lei avesse parlato di frutta io certo non avreti parlato di stilografiche .

    A me invece sta dando molto fastidio il fatto che lei si inventi accuse campate sul nulla. Io ho detto che la sua esperienza negativa mi conferma che ho fatto bene a lasciar perdere totalmente le Montblanc moderne. Da cosa lei derivi il fatto che io abbia detto che lei mi ha dato ragione su una scelta di cui lei stesso non ha neanche parlato francamente mi sfugge.

    Dopo di che io non le ho contestato di aver scritto cose che non c’entravano nulla, ma questo si da il caso sia il mio blog, dove parlo di quello che interessa a me. Capisco a lei quei temi non interessino, ma non le ho chiesto io di intervenire qui. Dopo di che le mie risposte sono state relative alle cose che interessano a me, e fra queste c’è la mia personale opinione, espressa già in diversi articoli, che il nuovo di costo elevato ha un valore effettivo nettamente inferiore al prezzo che si paga. Mi spiace per la sua disavventura, che di certo non fa alzare la mia bassa stima per le attuali Montblanc, ma non posso che notare che questa è un ulteriore tassello che conferma la mia opinione precedente, e non vedo proprio perché non dovrei sottolinearlo e cosa c’entri l’egoismo.

    Infine ho trovato assai pretenzioso che lei venisse a proclamare che la vera bufala è quella relativa alla sua esperienza e non quella di cui parlava l’articolo. Tra l’altro traendo una conclusione (l’assistenza Montblanc è una bufala) che poi pretende di applicare in maniera generica sulla base della sua sola esperienza. Mi spiace ma per quanto mi riguarda poter concludere una cosa del genere ed fare affermazioni che possono essere diffamatorie nei confronti di chi invece lavora con professionalità la sua sola esperienza, per quanto negativa, non è sufficiente. Questa era e resta la mia opinione, ovviamente diversa dalla sua.

    Non volevo ma visto che lei ha voluto più volte esprimere la sua opinione farò lo stesso anche io: il vecchio( nel campo delle stilografiche) non mi interessa minimamente e salvo rari casi trovo che non abbia alcun valore nè utilità; anzi spesso si tratta di cianfrusaglie di nessun valore!!!

    Ah, adesso mi accusa anche di avere espresso la mia opinione sul mio blog…

    Comunque rispetto la sua opinione, ci sono un sacco di persone a cui non interessa il vecchio o l’antico. La invito però a fare un controllo su ebay o a un pen show, per vedere quanto può riottenere della sua Montblanc da qualche migliaio di euro, e vedere quanto possono costare le cianfrusaglie antiche come quelle delle foto di questo articolo.

    Ma ognuno può e deve essere libero di pensarla diversamente! nel rispetto della opinione altrui!

    Certo, però se quel qualcuno, che tra l’altro è suo ospite, riporta esperienze di altri diverse dalla sua allora lui deve tacere…

    Quanto al tecnico che lei nomina come dice lei non è l’unico ed io non lo conosco.
    Comunque al mio paese a fine lettera SALUTARE E’ SEGNO DI BUONA EDUCAZIONE.

    A parte che lei non ha mai salutato a fine “lettera” (?) in nessuno degli interventi precedenti e quindi secondo il suo stesso metro mostrerebbe un segno di mancanza di buona educazione, le faccio presente che questo è un blog di cui lei è ospite, e che, nel caso non se ne fosse accorto, questi sono commenti, non lettere.

    In compenso urlare con scritte in maiuscolo è considerato maleducato non solo al mio paese ma in tutta Internet.

    P.S. Se non risponde è meglio, fa più bella figura.
    Non risponda tanto non mi collegherò per leggere!!!

    Ah no, mi spiace, ma dopo un commento così educato credo sia indispensabile rispondere e pubblicare. Per fortuna lei non è il solo a leggere il blog.

  7. Giorgio
    aprile 11th, 2011 @ 12:49

    Quel signore ha ragione sei proprio un gran maleducato

  8. piccardi
    aprile 11th, 2011 @ 23:06

    Caro Mario,

    ma non aveva detto che non si sarebbe più collegato per leggere…

    Fingersi “Giorgio” per darsi ragione è davvero ridicolo, un comportamento così patetico poteva poteva proprio risparmiarselo. E poi pretende di dare del maleducato agli altri.

    Lei potrà anche mettere nomi di fantasia e inventarsi indirizzi email, ma quando si collega per scrivere non può nascondere da dove arriva e WordPress lo registra proprio per queste evenienze. Pensava davvero che non mi sarei accorto che scrive dallo stesso indirizzo IP?

    Ma non ha niente di meglio da fare?

    Non si prenda il disturbo di riprovarci, a questo punto non perderò altro tempo a risponderle.

    Saluti
    Simone

  9. Tom Lee (prima o poi)
    settembre 27th, 2011 @ 22:45

    Trovo scandalose le risposte date dal presunto Mario e Giorgio e trovo ancor più scandalosa la sua totale mancanza di rispetto e dei più elementari concetti su cui condurre una discussione. le persone possono discutere! ma civilmente, senza imporsi e senza astio.

  10. Fabio moricci
    marzo 31st, 2013 @ 18:58

    Ringrazio Simone per la stima. Riguardo alle accuse sulla assistenza Montblanc, ritengo che sia una accusa senza motivo.

  11. Pubblicità ingannevole? | Penciclopedia
    marzo 18th, 2014 @ 00:57

    […] già illustrato ampiamente in precedenza come Montblanc, oltre che per il suo ruolo di casa attenta alla produzione di penne […]

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