Penciclopedia

Se la penna vi interessa più della spada

Foto Pen Show Colonia

Scritto il 9 aprile, 2014 | da | No Comments

Intanto un po’ di fotografie, un resoconto più dettagliato seguirà più avanti appena trovo un po’ di tempo…

Pubblicità ingannevole?

Scritto il 18 marzo, 2014 | da | No Comments

Ho già illustrato ampiamente in precedenza come Montblanc, oltre che per il suo ruolo di casa attenta alla produzione di penne di lusso e di fascia alta, si sia distinta anche per accuratezza storica di fascia invece molto bassa e per del marketing molto propenso alla propagazione delle bufale.

Pubblicità ingannevole?

Pubblicità ingannevole?

Mi riferisco in particolare alla continua associazione del nome Meisterstück con il modello di punta della casa, la 149, retrodatata però dal 1952, quando essa venne effettivamente introdotta sul mercato, al 1924, quando invece venne usato per la prima volta questo nome per indicare le penne di fascia più alta nella produzione dell’azienda.

Ma almeno fino a qualche tempo fa l’azienda si era sempre limitata a parlare (ad esempio nella sezione storica del loro sito) di Meisterstück dal 1924, anche se poi si mostrava una 149 che con il 1924 non ha nulla a che fare. Spiace dover constatare che negli ultimi tempi dalla vaghezza col dubbio del voler fuorviare, si è passati proprio alla bugia esplicita.

La scorsa settimana girando per il centro mi è capitato di vedere in una vetrina quanto fotografato (alla meno peggio con il telefonino) qui a fianco. E qui secondo me si esagera davvero (all’incirca di 28 anni a voler esser pignoli) visto che nel 1924 le Meisterstück erano quelle illustrate nella fotografia riportata di seguito, e nel 1924 le 149 erano talmente nuove che gli ci volle ben 28 anni per arrivare sul piano dell’esistenza…

Una Meisterstuck degli anni ’20.

Come se non bastasse sul sito italiano dell’azienda si trova scritto, con una faccia tosta invidiabile: “Creata nel 1924, la stilografica Meisterstück 149 Montblanc ha sempre mantenuto intatto l’aspetto originale ed ha fortemente caratterizzato la cultura della scrittura“. Beh, sull’influenza sulla cultura della scrittura si può al più essere scettici, ma sul fatto che abbia mantenuto l’aspetto originale non c’è nessuno scetticismo, è una panzana bella e buona.

Quello che non finisce mai di stupirmi in tutta la faccenda è il perché di questo atteggiamento suicida nei confronti della propria credibilità. Che senso ha retrodatare un modello di 28 anni con una plateale menzogna quando qualunque collezionista un minimo esperto è in grado di smascherare la bugia. Perché si deve ingannare il pubblico per far apparire più vecchia quella che comunque resta la penna rimasta ininterrottamente in produzione più a lungo di qualunque altra?

Non me ne intendo ma mi da tanto impressione di pubblicità ingannevole. Qualcuno ha voglia di contattare l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato? Prima o poi mi stuferò e lo farò io…

FountainPen.it Aleph

Scritto il 3 marzo, 2014 | da | No Comments

La FountainPen.it Aleph

Viene presentata oggi la terza penna realizzata per FountainPen.it, la Aleph:

Presentazione FountainPen.it Aleph

Un ringraziamento enorme a Daniele per questo ulteriore traguardo, raggiunto con i migliori auspici.

Foto Pen Show di Milano

Scritto il 23 febbraio, 2014 | da | No Comments

Nuova sala e nuova collocazione per il Pen Show di Milano, e nonostante fossimo circondati da uno spiegamento notevole di forze dell’ordine per via di una manifestazione, un ottimo successo di pubblico.

Qualche impressione più approfondita a breve, intanto qualche fotografia (non molte, ero alquanto preso dalla gestione burocratica, non organizzate Pen Show se volete goderveli…)

Avviso Pen Show di Milano 2014

Scritto il 22 gennaio, 2014 | da | No Comments

Carissimi soci,

l’anno scorso non si è potuto tenere il Pen Show di Milano, organizzato tradizionalmente ad Ottobre, per la coincidenza con altre manifestazioni abbiamo allora deciso di spostarlo ad anno nuovo cercando al contempo una nuova collocazione.  Siamo pertanto lieti di annunciarvi che la prossima mostra scambio di stilografiche e materiali di scrittura organizzata dalla nostra associazione si terrà a Milano, Sabato 22 Febbraio, presso l’Hotel AC Marriot, in via Tazzoli 2, a 500 metri dalla stazione di Porta Garibaldi, di fronte al cimitero monumentale con orario 13.00-18.30.

Si ricorda che l’ingresso è riservato agli associati; ci si potrà associare o rinnovare l’associazione direttamente presso la sede della mostra, corrispondendo la quota sociale di € 5, che ha validità di un anno. Chi si è già associato a Firenze o Bologna non dovrà rinnovare la quota.

L’hotel è facilmente raggiungibile dalla Stazione di Porta Garibaldi, direttamente dal sottopassaggio della stazione andando in direzione “Monumentale”, con detta uscita posta esattamente di fronte alla porta di ingresso. Alternativamente si può attraversare la strada uscendo dalla stazione e percorrere la strada (via Ferraris/viale Sturzo) sul lato sinistro. E’ disponibile un pacheggio custodito (Garage de Cristoforis, tel. 02 654074) in via de Toqueville. Per chi fosse interessato l’hotel offre un pranzo a 20 euro a persona per un primo, dolce, acqua vino e caffè a discrezione dello chef.

Gli interessati possono prenotare un tavolo (dimensioni 150×60 cm) per esporre la tua collezione o le penne che vuoi scambiare contattando Marco Vanzi o Simone Piccardi  oppure inviando una email all’indirizzo di posta elettronica “acps.segreteria@gmail.com”. Per l’utilizzazione del tavolo l’associazione richiede un rimborso spese di € 70,00. Per l’allestimento del tavolo è consentito l’ingresso alla sala dalle ore 11.00.

Per incentivare la partecipazione dei soci sarà predisposta un’area con uno spazio libero a disposizione gratuita (ovviamente temporanea e non esclusiva) dei singoli soci che pur non partecipando come espositori vogliano poter effettuare degli scambi fra loro.

Prosegue anche in questa occasione la collaborazione con il sito “FountainPen.it”,  si invitano pertanto i soci ad iscriversi al forum del sito (raggiungibile all’indirizzo http://forum.fountainpen.it) che ha uno spazio riservato ai soci e con il quale è stata avviata la campagna di conservazione dei documenti riguardanti la storia della penna stilografica che ha già visto la pubblicazione di oltre un migliaio di scansioni digitali (fra pubblicità e libretti di istruzione).

Cari saluti.

La segreteria dell’ACPS

TWSBI 540 Diamond, un anno dopo

Scritto il 4 gennaio, 2014 | da | 1 Comment

Ritorno sulla TWSBI 540, che acquistai quasi un anno fa e di cui avevo pubblicato una recensione a suo tempo. In un anno la penna è uscita dal mercato, sostituita dalla nuova 580. In realtà uscita solo in senso numerico, dato che la 580 non è altro che l’evoluzione della 540, restando per lo più sostanzialmente identica.

I cambiamenti, per fortuna direi, sono stati solo in senso senso evolutivo nel migliorare alcune parti della penna, dato che per le varie disavventure di parlerò a breve, della mia 540 restano ormai si e no una metà delle componenti originali, sostituite con le analoghe della 580, per cui forse oggi occorrerebbe qualificarla come “560″…

In un anno di utilizzo pressoché costante penso di poter aggiungere qualche informazione in più, in particolare riguardo la robustezza della penna. Come detto nella recensione infatti una delle caratteristiche della 540 è quella di una grande robustezza. Robustezza rispetto ad urti e maltrattamenti, che però che si è dimostrata, paradossalmente, unita anche ad una grande fragilità.

Benché infatti la penna abbia resistito ad almeno 4 voli sul pavimento (di cui tre voluti, e due con tanto di lancio) senza accusare il minimo problema e senza riportare neanche un graffio, nell’uso sono emerse delle debolezze strutturali  rispetto ad alcuni sforzi specifici.

In particolare, dopo circa un mese di uso, nel ricaricarla spingendo lo stantuffo fino in fondo, si è criccato il corpo della penna in corrispondenza alla filettatura che tiene il meccanismo dello stantuffo agganciato al corpo. Pensare che spingere sul fondo dello stantuffo abbia fatto più danni del lanciare la penna sul pavimento sembra strano ma pare si tratti di una fragilità specifica del corpo agli sforzi dall’interno verso l’esterno, derivante dalla modalità di produzione dello stesso, rimediata con la 580.

Ma direzione degli sforzi o meno di certo non fa molto piacere trovarsi con il corpo della propria penna rotto. Va detto però che l’azienda, al semplice invio di una e-mail con la foto del danno, mi ha fatto pervenire un corpo nuovo spedito direttamente a casa senza alcuna spesa. Ed era quello della nuova versione (la 580), che viene indicato come immune dal difetto e che in effetti finora non mi ha dato nessun problema.

Il secondo “guaio” è nato da un rimontaggio dopo una pulizia completa in cui ho serrato troppo l’alimentatore sulla sezione. Quest’ultimo si è spezzato restandomi in mano con la parte finale rotta ed incastrata dentro la filettatura. In questo caso il problema maggiore è stato estrarre il pezzettino incastrato, ma alla richiesta di un ricambio, in cui ammettevo pure la mia responsabilità e mi dichiaravo pronto a pagare il corrispettivo, è stato dato lo stesso seguito della richiesta precedente: sostituzione gratuita del pezzo.

Infine, l’ultimo problema, circa un mese fa, la rottura del cappuccio sopra la banda metallica. Di nuovo qualcosa di non molto simpatico, anche se forse i miei ripetuti lanci sul pavimento potrebbero avervi dato un contributo (di certo non visibile, almeno fino alla rottura). Stesso problema (pezzo rotto) e stessa soluzione: ancora una volta mi sono ritrovato con un pezzo fornito gratuitamente, un bel cappuccio completo e non solo la parte rotta (mi avanzano una clip e una testina…).

La serie di eventi mi lascia con un sentimento contrastante, devo dire che ho apprezzato molto la serietà e la disponibilità della ditta, che mi ha fatto avere gratuitamente ed immediatamente tutti i pezzi che si sono rotti. Per chi come me ama “trafficare” con le sue penne, avere una penna completamente smontabile è un grosso vantaggio, considerato che il produttore ti spedisce a casa i pezzi che ti si rompono.

Ma posso capire perfettamente chi invece, non essendo troppo incline al fai date, quando compra una penna ci vuole semplicemente scrivere e non gradisce per nulla di trovarsi con delle rotture inaspettate e di dover affrontare la trafila di richiedere il sostituto di un pezzo e quella di rimontarlo.

Resto dell’idea che la 540 sia stata una delle penne più interessanti messe in circolazione negli ultimi anni, ma l’esperienza mi porta concludere che si è trattato di un prodotto non completamente sviluppato e con seri problemi di controllo di qualità. Non avendo una 580 non so dire se questi problemi siano stati completamente risolti o meno, anche se per le parti che ho ottenuto parrebbe di si.

Ma pur riconoscendo alla TWSBI il merito di non aver scaricato i costi dei difetti sul cliente (anche solo per le spese di spedizione dei pezzi mi sa che con me  ci hanno rimesso) i problemi riscontrati, e la tendenza a fare uscire sul mercato prodotti non completamente affidabili, restano e non possono essere taciuti.

Ad oggi la 580, posto che non emergano nuovi problemi, resta una penna con un rapporto qualità prezzo fra i migliori in assoluto. Ma chiunque è interessato ai prodotti dell’azienda sappia che il rischio di incorrere, specie con le novità, in problemi analoghi, c’è. Ed anche se l’azienda ha sempre dimostrato una grande disponibilità sostituendo gratuitamente le parti difettate, ci si domandi prima se si è disponibili o meno a correre il rischio di dover “sistemare” la propria penna.

Nota finale: sul piano della qualità di scrittura la penna non ha mai avuto problemi, e continua a scrivere come ha sempre fatto, con un eccellente tratto sottile (ho un extrafine) molto scorrevole.

 

Recensione Pilot Art Craft

Scritto il 18 dicembre, 2013 | da | 2 Comments

La serie Art Craft  (originariamente chiamata Silvern, essendo realizzata in argento massiccio) è una delle serie in produzione da più tempo della Pilot, essa infatti origina al 1968 e viene considerata uno dei successori della serie Elite del 1964.

Pilot Art Craft

Pilot Art Craft Checkered Pattern

Caratteristica della Art Craft è la realizzazione del corpo e del cappuccio in argento massiccio decorato sia con incisione di motivi tradizionali giapponesi (con temi analoghi a quelli che si ritrovano sulle Maki-E, come draghi, carpe, ecc.) che con motivi geometrici come l’esemplare in questione.

La seconda caratteristica di questa serie è il bellissimo pennino incassato, che rende straordinariamente filanti le linee della penna, che altrimenti ricalcherebbero il classico stile affusolato originario della Balance del 1929. Esteticamente è, insieme alla Waterman Edson, una delle penne più belle presenti sul mercato ed il successo è dimostrato dalla longevità della sua produzione.

Ma le qualità del pennino non sono solo estetiche, la penna infatti è dotata di un tratto preciso e sottile accompagnato ad una scorrevolezza eccezionale. Il flusso è perfettamente calibrato e la penna non perde un colpo. Infine, sorpresa totalmente inaspettata, è pennino è risultato pure essere leggermente flessibile, come si può notare nella prova di scrittura sottostante.

Test scrittura Pilot Art Craft

Test scrittura Pilot Art Craft

Il modello provato è uno di quelli decorati con un motivo squadrettato, abbastanza simile al ciselé della Parker 75, la chiusura del cappuccio è a scatto, ed è molto sicura. Il caricamento è è il classico cartuccia/converter, scelta praticamente scontata sulle penne giapponesi, ma la Pilot dispone del converter più capace sul mercato, il CON70, che si avvicina molto alla capienza della gran parte degli stantuffi. La penna risulta, nonostante il peso del metallo, perfettamente equilibrata, e si può usare sia con cappuccio calzato che senza.

In questo caso si tratta di una penna che si pone, per materiali e lavorazione, nella fascia medio/alta, ed il prezzo sale anche per la realizzazione di corpo e cappuccio in argento massiccio. Personalmente trovo la versione con la decorazione a quadretti forse meno interessante rispetto ad alcune delle altre, ma la penna resta un oggetto di assoluto rilievo e ritengo che il costo, pur elevato, sia corrispondente alla qualità della stessa.

Dato che il prezzo non la rende di certo di una penna indirizzata all’uso scolastico, mi permetto di segnalarla a chi cerca una penna di pregio che sia al contempo significativa e pratica da usare. Rispetto a penne dello stesso prezzo di marchi considerati spesso più “prestigiosi” offre materiali di valore nettamente superiore (rispetto a qualunque “resina preziosa”) ed uno stile al contempo classico ed originale.

Concludo come sempre con il tradizionale rituale dei voti, e come sempre ripeto l’avviso che questi sono da considerarsi soltanto come indicativi, e inequivocabilmente influenzati dai gusti personali del recensore:

  • aspetto: 9.5 (fra le più belle penne in circolazione oggi)
  • realizzazione: 9.0 (materiale di alto livello e lavorazione superba)
  • scrittura: 9.5 (un fine scorrevolissimo e pure leggermente flessibile!)
  • caricamento: 7.0 (cartuccia e miglior conveter sul mercato)
  • qualità/prezzo: 8.5 (prezzo significativo, ma coerente col valore)

Ancora una volta sono d’obbligo i ringraziamenti a Marco Moricci e alla Casa della Stilografica che mi hanno messo a disposizione la penna per poterla provare ed hanno fornito le fotografie usate nell’articolo.

Recensione Pilot Kakuno

Scritto il 13 dicembre, 2013 | da | 3 Comments

Pilot Kakuno Nera

Pilot Kakuno Nera

La Pilot Kakuno è l’ultima uscita fra le stilografiche di fascia bassa dell’azienda giapponese, ed è una penna chiaramente indirizzata ad un pubblico di studenti e molto giovane.

Si tratta ovviamente di una penna economica, realizzata in plastica a stampo, e pare riprendere la tendenza già vista con la Pelikan Twist, di penne senza fermaglio, pensate forse per essere riposte negli astucci o negli zaini. In questo caso le forme sono meno originali, ed i colori senz’altro meno vistosi. La plastica mi è sembrata, nonostante la sua economicità, di qualità superiore.

Si tratta comunque di una penna estremamente ben realizzata, corpo e cappuccio sono sfaccettati in forma esagonale, così da impedire il rotolamento nonostante l’assenza del fermaglio, ed il cappuccio, ad incastro, riporta pure una linguetta sporgente. L’incastro è morbido ma stabile (anche se solo il tempo potrà stabilirne la resistenza all’usura).

Pennino Pilot Kakuno

Pennino Pilot Kakuno

Le linee restano semplici ed essenziali in stile moderno, anche se non hanno il livello di essenzialità di una Lamy Safari che su questo piano resta imbattibile. Della Safari però viene ripresa l’idea dell’impugnatura triangolare, ergonomica, che rende la penna molto comoda da impugnare.

Quello che però distingue davvero questa penna è il pennino, e non certo per la simpatica ed ammiccante faccina che vi è serigrafata sopra…

La penna infatti ha una scorrevolezza da paura, e la misura F (l’altra disponibile è la M) traccia delle linee di finezza impressionante. E nonostante un flusso di precisione chirurgica la penna non perde un colpo anche sulla carta extra-liscia su cui ho fatto le prove.

Se sul piano estetico questa penna non riesce a superare lo stile della Safari o l’originalità della Twist, pur restando gradevole, sul piano della scorrevolezza della scrittura vince a mani basse e si pone come serio concorrente anche ai più scorrevoli dei pennini Sailor. Se amate i tratti “corposi” ed i flussi da pompiere, non è la penna che fa per voi, ma per chi come me ama il fine è un vera delizia.

Scrittura Pilot Kakuno

Test scrittura Pilot Kakuno

Ovviamente si tratta di un pennino rigido in acciaio, che però non perde un colpo, ed è capace di farvi scrivere note tranquillamente in grado di fare concorrenza ai tipici caratteri usati per quelle clausole poco simpatiche che si trovano scritta negli angoli più remoti dei contratti.  Il caricamento è ovviamente a cartuccia/converter, una scelta obbligata per una penna destinata allo studente medio.

Riassumendo si tratta di una penna economica dotata di una qualità di scrittura di primissimo livello, e che per quanto riguarda la scrittura fine supera agevolemente tutta la produzione europea che conosco, economica o blasonata che sia, ed ha ben poco da invidiare anche rispetto a tutto il resto. Visto il prezzo ridotto un buon punto di partenza per avvicinarsi alle stilografiche.

Finisco al solito con la ormai scontata e banale tabellina dei voti, ripetendo (ancora in modo scontato e banale) il solito avviso che questi sono soltanto una indicazione, viziata in maniera probabilmente irrimediabile dai gusti del recensore:

  • aspetto: 7.0 (linee semplici, ma non particolarmente originali)
  • realizzazione: 8.5 (materiale di buona qualità e lavorazione eccellente)
  • scrittura: 9.5 (il miglior fine in acciaio mai provato, fosse stato flessibile…)
  • sistema di caricamento: 6.5 (cartuccia ordinaria, converter standard)
  • qualità/prezzo: 9.5 (economica con prestazioni assolute)

Come sempre devo ringraziare  a Marco Moricci e la Casa della Stilografica per aver messo a disposizione la penna per eseguire le prove (sopportando il mio ingombro in un negozio affollato di clienti del periodo natalizio).

Recensione Sailor Uchimizu

Scritto il 7 dicembre, 2013 | da | No Comments

Sailor-Procolor-Uchimizu

Una Sailor Procolor Uchimizu

La Uchimizu (o meglio, per esser pignoli, la Sailor Procolor 500 Uchimizu) è una edizione speciale (nel senso che resterà in produzione solo per un tempo limitato) della Sailor. Si tratta di una penna di fascia media/economica, con caricamento a cartuccia, realizzata in plastica colorata trasparente nelle stesse forme della sorella maggiore 1911.

Stilisticamente la penna non si presenta come molto originale, adottando la classica linea a sigaro che spesso viene sommariamente etichettata come “scopiazzatura della Montblanc”, pur essendo stata introdotta nel 1929 dalla Sheaffer ed copiata da allora da tutti i produttori (compresa la realizzazione delle Montblanc degli anni ’50 cui si pensa erroneamente di dare la primogenitura).

Nonostante la scarsa originalità stilistica la penna mantiene comunque un aspetto gradevole (andando sul classico è difficile ottenere cattivi risultati), la realizzazione inoltre, anche se i materiali non sono particolarmente “pregiati” o “preziosi” è veramente eccellente, con finiture ottime e lavorazione dei particolari impeccabile.

La penna appartiene ad una  serie dedicata ai colori stagionali, e questa versione attiene all’estate, Uchimizu infatti fa riferimento alle aspersioni di acqua che vengono fatte nei templi e nei giardini, in particolare durante questa stagione, e per questo adotta il colore blu trasparente con finiture cromate. Rispetto al rosa della Sakura (primavera) ed al rosso della Akenazora (Autunno) la penna risulta molto più interessante.

Il caricamento è il solito, pratico ma ordinario, caricamento a cartuccia/converter, quest’ultimo da inserirsi ad incastro. Il fissaggio è sicuro e non presenta problemi di possibile distacco, il maggiore difetto è piuttosto che risulta di dimensioni abbastanza ridotte, per cui l’autonomia è inferiore a quella di una cartuccia.

Ma il pregio di questa penna, come di tutte le Sailor, è la qualità di scrittura. Nonostante il pennino fine (a livelli irraggiungibili da qualunque extrafine europeo contemporaneo) sia realizzato in acciaio, la scorrevolezza è straordinaria, assai difficile da distinguere da quella dei più famosi (e costosi) pennini in oro delle serie superiori.

Test scrittura Sailor Uchimizu

Test scrittura Sailor Uchimizu

Come si può notare nel test precedente, la scrittura è estremamente sottile, aiutata da un flusso preciso e costante, che non presenta mai alcun salto. Se vi piacciono gli annaffiatoi questa non è la penna che fa per voi,  ma personalmente non posso che apprezzare l’eccellenza di una realizzazione che riesce a mantenere una scorrevolezza estrema senza ricorrere alla scorciatoia di inondare il pennino di inchiostro. Il pennino è rigido e non mostra significative variazione di tratto con la pressione.

In sostanza, si tratta di una penna di ottima qualità, ad un prezzo accessibile, dotata di uno stile classico, che nonostante la trasparenza, non risulta, grazie alla tonalità di blu scelta, troppo appariscente ed è rende pertanto adatta all’uso in qualunque ambiente.

Riassumo come sempre il giudizio con la solita tabellina dei voti, ripetendo fino allo sfinimento il solito avviso che questi sono e restano una mera indicazione dei gusti del recensore:

  • aspetto: 8.0 (linee classiche, colorazione gradevole)
  • realizzazione: 8.5 (materiale di buona qualità e lavorazione eccellente)
  • scrittura: 9.0 (pennino scorrevole, tratto preciso e da vero EF)
  • sistema di caricamento: 6.0 (cartuccia ordinaria, converter piccolo)
  • qualità/prezzo: 9.0 (costo da fascia medio/bassa ma prestazioni di fascia alta)

Rinnovo ancora una volta i miei ringrazimaneti  a Marco Moricci e alla Casa della Stilografica per aver messo a disposizione la penna per eseguire le prove di scrittura e per aver fornito le fotografie usate nell’articolo.

Resoconto Pen Show Bologna 2013

Scritto il 1 dicembre, 2013 | da | No Comments

Pen Show Bologna

Pen Show Bologna

Rimetto insieme dopo una settimana qualche impressione a freddo sullo scorso Pen Show di Bologna, tenutosi il 23 Novembre presso la nuova collocazione dell’Hotel NH (nuova almeno rispetto le ultime edizioni, dato era già stato una sede di esposizione molti anni fa).

Rispetto alla sede precedente abbiamo avuto a disposizione una sala più ampia e nettamente più luminosa, nonostante la brutta giornata di pioggia, con un cielo coperto di nuvole nere che lasciava trapelare ben poca luce naturale. Molto significativa la partecipazione, sia in termini di espositori, ben 17, che di pubblico, che ha affollato la manifestazione anche prima dell’orario ufficiale di apertura con un afflusso continuo fino al termine della stessa.

Particolarmente “vigorosa” inoltre la partecipazione dei membri del forum di FountainPen.it, che in quello stesso giorno, per una fortunata coincidenza, celebrava i suoi cinque anni di vita, sottolineata con un bel brindisi, di cui purtroppo non ho fotografie, essendo stato il fornitore della bottiglia ed il distributore del contenuto della stessa, per cui invito chi ne avesse a mandarcele…

E’ stata pure l’occasione per vedere i primi prototipi della nuova penna di FountainPen.it portati da Daniele, su cui comunque manteniamo un rigoroso riserbo, e raccogliere un po’ di impressioni sulla stessa, oltre che discutere di persona sulle prossime iniziative  e su come rendere i Pen Show più interessanti e magari anche un po’ meglio distribuiti sul territorio.

Come sempre l’aspetto più interessante del Pen Show è stato quello sociale, scambiare idee con altri appassionati, vantarsi un po’ dei propri ritrovamenti, incontrarsi di persona per la prima volta (ad esempio finalmente ho potuto conoscere Massimo e ringraziarlo per il contributo di foto di penne strepitose che ci ha inviato) cercare qualche buon affare, ecc.

bologna2013-17

In questo senso ho notato che oltre alla solita varietà di penne di alto livello (con una netta predominanza delle italiane, come logico aspettarsi), stavolta vari espositori avevano portato cassettine di pezzi e penne di minore notorietà e prestigio, ma di altrettanto interesse, cosa che ha consentito ritrovamenti che fossero alla portata di tutte le tasche.

E anche se purtroppo devo rammaricarmi delle difficoltà che comporta organizzare una manifestazione, che ruba molto del tempo che si vorrebbe dedicare ad attività più gratificanti, ho passato nonostante tutto una gradevolissima giornata, e l’unica cosa che rimpiango è stata la scarsa presenza di penne di produzione contemporanea, cosa che rende la manifestazione meno interessante rispetto ad un pubblico generico. Qualcosa su cui lavorare per le prossime edizioni.

Fra le varie penne interessanti presenti al Pen Show, ne ho selezionato due che mi han colpito particolarmente, la prima è una Waterman 42 laminata, con un fantastico rivestimento cesellato, un vero capolavoro dell’arte orafa italiana che in questo campo non ha mai avuto rivali:

La seconda penna invece è una rara Dunn Oversize con pennino n.12, un fantastico gigante nato per fare concorrenza alle big dell’epoca (la Black Giant della Parker e la Waterman N. 20) dotata di un sistema di caricamento sostanzialmente analogo al famoso stantuffo tuffante della Omas, ma prodotta ben 15 anni prima che questo venisse adottato:

E per avere un’idea più precisa delle dimensioni, un piccolo confronto:

bologna2013-16
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